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Achille Lauro dal taglio della cocaina a Sanremo: «Nessuna paura»

Lui si sente il principe di Danimarca. E Barabba. E anche un po’ Gesù Cristo, visto che nella sua autobiografia, in uscita oggi per Rizzoli, Sono io Amleto, scrive:

«Sento oggi in me quel misto di vecchio e nuovo che rappresentava lui e che forse dipende dall’essere profondamente collegati con il proprio tempo».

Il nome d’arte, Achille Lauro, richiama l’armatore napoletano, «un personaggio stravagante e surreale»; e anche con il transatlantico qualcosa in comune ce l’ha, visto che Lauro De Marinis, classe 1990, principe romano (di Vigne Nuove) della trap e samba-trap, sta salpando verso il grande oceano del pop.

Anzi, del rock’n’roll. Questo il genere scelto per il brano che porterà al prossimo Sanremo. Il titolo è Rolls Royce, il pezzo l’ha scritto lui, con l’intervento di Davide Petrella e con la direzione artistica dell’inseparabile socio Boss Doms, più i produttori Frenetic e Orange.

«Non sarà una canzone d’amore, né un brano trap, ma un nuovo esperimento vicino agli anni 70-80. Bello frizzante.

Io penso che piaccia sia ai pischelli più piccoli che alle persone più grandi». All’Ariston come ospite sognerebbe Vasco, ma anche un attore «per spostare un po’», come l’anno scorso Ornella Vanoni con Alessandro Preziosi.