Adottata appena nata, cerca sua madre per tutta la vita: la riabbraccia dopo 73 anni

Dopo aver cercato per anni di sapere chi fosse la sua mamma biologica aveva quasi perso le speranze: mai avrebbe potuto immaginare che ci sarebbe riuscita in età avanzata e, soprattutto, che l’avrebbe trovata ancora viva e avrebbe potuto abbracciarla.

Adottata appena nata, Pauline Jones, 73enne di Dublino, in Irlanda, fin da ragazza ha sempre sospettato che la donna che l’aveva cresciuta non fosse la sua vera madre, ma per non ferirne la sensibilità aveva rinunciato a fare le ricerche che in cuor suo desiderava. Solo alcuni anni fa ha cominciato a effettuarle, ma finora non era mai riuscita a centrare il bersaglio: al massimo aveva rintracciato due lontanissimi parenti.

Poi, due anni fa, ha deciso di fare un test del dna e tracciare la sua storia familiare presso una società dotata di database sugli alberi genealogici: è stata la svolta. Grazie a quel test ha ora centrato il bersaglio e ha trovato sua madre Kathleen, che oggi ha 94 anni e vive in una casa di cura a Dublino.

«Quando l’ho vista per la prima volta non potevo crederci: siamo uguali, ho avuto quasi paura – racconta Pauline – Persino i miei gesti sono uguali ai suoi. Chi avrebbe mai pensato che una 73enne avrebbe trovato sua madre?». Kathleen, che in seguito ha avuto altri quattro fratelli, accusa le prime fasi della demenza senile e nelle prime visite che Pauline le ha fatto non è riuscita a comprendere pienamente la situazione.

«Mio fratello le ha detto “Sai chi è questa donna?” – racconta Pauline – E ha continuato dicendole “Mamma, ti ricordi che anni fa avevi avuto una bambina a cui hai dovuto rinunciare?». Lei mi guardava ma sembrava non capire. E’ stato durante la terza visita che è arrivato il momento più emozionante, quando un’infermiera le chiese chi fossi io e lei ha risposto: “Questa è mia figlia”. A quel punto mi sono sciolta: avevo davvero ritrovato mia madre. Ora è sempre felice di vedermi e mi chiede sempre di tornare a visitarla di nuovo».
A causa della demenza di Kathleen, Pauline ha ancora molte domande senza risposta sul perché fu adottata e chi era suo padre. «È un peccato – dice Pauline, che ha potuto abbracciare i quattro fratelli che non aveva mai conosciuto – perché se l’avessi cercata prima, avrei avuto delle risposte. Mio fratello mi ha detto l’altro giorno: “Sono rimasto elettrizzato quando ci siamo trovati, ma abbiamo perso 70 anni: dovremo sfruttare al massimo gli anni che ci rimangono”».