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Aereo precipitato, 13 minuti di terrore per i passeggeri: “Piloti hanno tentato 26 volte di salvarsi”

Secondo un rapporto, il sistema di sicurezza automatico avrebbe destabilizzato il velivolo a causa di un difetto dei sensori. Gli ispettori: “I problemi tecnici erano ricorrenti”. Lo scorso 29 ottobre hanno perso la vita 189 persone, tra cui un italiano.

Potrebbero essere stati dei sensori difettosi a provocare l’incidente aereo in Indonesia in cui hanno perso la vita 189 persone, tra cui un italiano. Da un rapporto preliminare delle autorità indonesiane sul disastro del mese scorso, quando un volo Lion Air è precipitato nel Mare di Giava, emerge infatti che – nei minuti precedenti alla tragedia – i piloti hanno avuto difficoltà a mantenere il controllo dell’aereo perché un sistema di sicurezza automatico continuava a spingere il muso del velivolo verso il basso.

Le indagini, quindi, si stanno concentrando sulla possibilità che il sistema di sicurezza automatico abbia destabilizzato l’aereo a causa di un difetto dei sensori, che potrebbero avere inviato ai computer di bordo informazioni errate.

Secondo quanto emerge dalle indagini, il Boeing 737 sarebbe dovuto rimanere a terra già prima dell’incidente a causa di un problema tecnico ricorrente. A riferirlo sono gli ispettori che hanno compilato il rapporto preliminare sull’incidente. Nel documento si raccomanda alla Lion Air, compagnia aerea low-cost, di “aumentare la cultura della sicurezza e di mettere il pilota in grado di prendere misure appropriate sul prosieguo del volo”.

Secondo le indagini, già il giorno prima dell’incidente il volo da Bali a Giacarta aveva presentato problemi tecnici simili a quelli riscontrati dal JT610 precipitato nel Mare di Giava con 189 persone a bordo. “Questa è la base della nostra raccomandazione a Lion Air”, ha dichiarato il capo della commissione, Nurcahyo Utomo, in conferenza stampa. “Dal nostro punto di vista l’aereo non era idoneo al volo”, ha aggiunto senza precisare una causa specifica per l’incidente.

Tra le 189 persone a bordo, l’unico straniero era un italiano: l’imprenditore e ciclista 26enne Andrea Manfredi, di Massa. Sabato prossimo, 1 dicembre, nel Duomo della sua città si terranno i funerali. La salma del giovane, quindi, è stata identificata tra i resti trovati in mare. Il Comune di Massa ha proclamato per il giorno delle esequie il lutto cittadino.