Alabama, aborto vietato anche in caso di stupro: firmata la legge

Sono tutti repubblicani, uomini e bianchi i 25 senatori che in Alabama nella notte italiana hanno votato una legge che vieta l’aborto praticamente in tutti i casi, anche per le vittime di stupro e incesto. Li vedete uno ad uno in un articolo del Guardian. La governatrice repubblicana Kay Ivey, senza sorprese, l’ha firmata. Il testo include una pena fino a 99 anni di carcere per i medici che praticano interruzioni di gravidanza. Prevede un’eccezione solo nel caso che la vita della madre sia “seriamente a rischio”.

Hanno votato a favore 25 repubblicani, due si sono astenuti; hanno votato contro sei democratici del Senato, uno si è astenuto. Il testo è passato dopo furiosi dibattiti; ma è un fatto che al Senato ci sono sono quattro donne… tutte democratiche. Sembra un incubo da Racconto dell’Ancella e invece è tutto vero; e proprio con i vestiti rossi delle ancelle del romanzo di Margaret Atwood si sono vestite le manifestanti di fronte al Senato dell’Alabama.

Un’immagine, quella delle donne vestite di rosso con la cuffia a velare il viso, ormai sempre più frequente man mano che si moltiplicano gli attacchi al corpo delle donne. Quella dell’Alabama è solo l’ultima, anche se la più restrittiva, delle leggi che in vari Stati dell’Unione dominati dai conservatori cercano di mettere fine all’aborto;

ben sedici degli Stati Uniti hanno già passato o stanno lavorando a un testo che impedisca l’interruzione di gravidanza quando il medico può percepire il battito cardiaco del feto, cioè ad appena sei settimane dal concepimento. L’ultimo testo del genere è stato firmato martedì 14 maggio dal governatore della Georgia, altro Stato del Sud, Brian Kemp.

L’aborto negli Stati Uniti è protetto da una sentenza del 1973 della Corte Suprema, la celebre Roe contro Wade, che garantisce alla donna la libera scelta. Le leggi dei singoli stati sono quindi incostituzionali, ma lo scopo è proprio riportare la questione aborto alla Corte di Washington, ora a orientamento conservatore: dopo la nomina contestatissima del giudice Brett M. Kavanaugh (che, va ricordato, era stato accusato di molestie sessuali) l’ondata anti-abortista confida che la manovra riesca.

Il sistema è semplice: chiunque contesti la legge dell’Alabama in tribunale – e succederà subito – otterrà che sia bloccata e che finisca di fronte ai nove Justices della capitale. Ed è anche per questo – per evitare un’altra nomina del presidente Donald Trump – che Ruth Bader Ginsberg, la più anziana a sedere alla Corte Suprema con i suoi 85 anni, non molla nonostante molteplici guai di salute. In molti stati a maggioranza democratica, deputati e senatori stanno cercando di emendare le costituzioni locali proprio per tutelare l’aborto, in caso la Corte Suprema rovesci la situazione.