Come spiegare ai parenti che essere single non significa essere ‘soli’. Anche a Natale

Essere single quando arriva il Natale può essere una seccatura. Soprattutto quando tutti gli altri ospiti di una tavolata sono felicemente (o meno felicemente) accoppiati. Sono in molti infatti, quando ci si presenta soli al tavolo delle feste, a ritenersi in diritto di fare molte domande, spesso rivolte alle donne.

“Ma quando lo trovi un fidanzato?”, “Ma hai intenzione di rimanere zitella?”, sono solo due degli esempi più eclatanti. Ma c’è un modo per non rimanerci male? Lo ha chiesto il quotidiano Repubblica alla psicoterapeuta Antonella Puzella.

“All’alba del 2019, bisogna riconoscere che i single vengono ancora guardati con il sospetto che siano infelici – commenta l’esperta –

Lo confermano anche le ricerche sui single, che vengono spesso svolte solo attraverso un confronto con le persone sposate.

Come se il punto di vista da cui partire debba sempre essere quello delle persone coniugate, considerando dunque i single ancora un’anomalia”. L’Istat conta oltre 8,5 milioni di single in Italia(secondo l’annuario Istat 2017).

Il punto però, è che la maggior parte delle persone non comprende che “single” non significa “solo”. “La maggior parte dei single ha una vita ricca, piena e soddisfacente – continua Puzella – Provano molto piacere nel vedere i nipoti, si prendono cura di animali, di amici, di parenti. Quella dei single realizzati è una realtà che prende sempre più piede”.