Dopo la prestazione scopre che è un trans: «Io non ti pago» e finisce a botte

Fonte Gazzettino.it. Si stenta a crederci eppure è riportato tutto dall’autorevole quotidiano online ma anche dallo stesso ilMessaggero.it! Di seguito ciò che è stato riportato da ilGazzettino: MARGHERA–  Ha abbordato per strada quella che credeva una giovane prostituda. Dopo i convenevoli, ha pattuito il prezzo di una prestazione: se$$o orale.

A quel punto si sono appartati in un anfratto lungo via Murialdo a Marghera. Ma una volta consumato l’atto si è reso conto che la lucciola era un lui ed è successo il finimondo. Il 55enne miranese, in preda a cristi isterica, ha inveito contro il trans urlandogli che non l’avrebbe pagato, anzi dicendo che a stento si stava trattenendo dal picchiarlo.

Ilmessaggero riporta: Ha abbordato per strada quella che credeva una giovane prostituda. Dopo i convenevoli, ha pattuito il prezzo di una prestazione. A quel punto si sono appartati in un anfratto lungo via Murialdo a Marghera. Ma una volta consumato l’atto si è reso conto che la lucciola era un lui ed è successo il finimondo.

Il 55enne miranese, in preda a cristi isterica, ha inveito contro il trans urlandogli che non l’avrebbe pagato, anzi dicendo che a stento si stava trattenendo dal menarlo. L’altro, un 26enne di origini bulgare, domiciliato nel rodigino, non capendo una reazione tanto violenta per tutta risposta gli ha strappato la collana d’oro a compensazione del servizio fornito così come richiesto e ha cercato di scappare.

Senza però riuscirci perché l’altro lo ha placcato, bloccandone la fuga. Ne è nata una colluttazione piuttosto vivace alla quale hanno messo fine gli agenti di una volante di passaggio che hanno visto i due picchiarsi in strada, intervenendo immediatamente. Dividerli non è stato facile, al contrario.

Una volta separati, i poliziotti hanno ricostruito i fatti non senza fatica. Lo straniero, che nel frattempo si era calmato, è stato portato in questura, dove come da prassi è stato identificato e foto segnalato. Per lui la vicenda si è conclusa, senza incassare nulla, e anzi con un provvedimento di divieto di ritorno entro i confini del comune di Venezia. Il suo cliente invece ha fatto rientro a casa un po’ malconcio e con la catenina spezzata.