Il legame tra violenza verbale e ansia di cui nessuno parla

La violenza verbale (o abuso verbale) può avere a volte conseguenze più gravi di altri tipi di violenze, persino di quella fisica o anche di abusi sessuali. Questo articolo vi aiuterà a capire come la violenza verbale può effettivamente causare danni psicologici a lungo termine, fra cui ansia e altri disturbi mentali.

Che cos’è la violenza verbale e cosa lo rende così pericolosa?

Per violenza verbale non si intende una singola situazione in cui qualcuno urla su un’altra persona. Questo tipo di abuso avviene in maniera ripetuta e/o in modo improvviso e inaspettato. Il linguaggio usato ha lo scopo di minare la dignità e l’autostima dell’altra persona.

Le vittime di violenza verbale spesso non rispondono, anche quando la loro dignità è sotto attacco. Questa ‘non risposta’ è anche uno degli effetti a lungo termine di questo tipo di abusi. La violenza verbale può causare enormi danni psicologici alla vittima, che possono rimanere nascosti a chi osserva dall’esterno, e non ne conosce i sintomi.

Abusare verbalmente di una persona è praticamente la stessa cosa che abusarne emotivamente. L’obiettivo dell’abuso verbale è infatti quello di colpire le emozioni di una persona. Nel corso del tempo, questo tipo di violenza causa un danno profondo alla fiducia e all’autostima di una persona.

Quali sono gli effetti della violenza verbale?

La violenza verbale può avere conseguenze sia a breve che a lungo termine.

Nel breve termine, la vittima può iniziare a pensare eccessivamente, e ad avere difficoltà a prendere decisioni. Lui (o lei) può anche soffrire di mancanza di entusiasmo e scarsa autostima.

Nel lungo termine, gli effetti sono ancora più profondi. Diversi disordini psicologici finiscono col manifestarsi.

Le vittime possono avere per esempio a che fare con il disturbo da stress post-traumatico. Possono manifestare sintomi come paura, sfiducia, pensieri negativi, insonnia, incubi, e sensi di colpa.

L’ansia è uno degli effetti più comuni della violenza verbale sulle vittime. I livelli molto elevati di inquietudine, e i vari traumi, influenzano negativamente la capacità della vittima di affrontare lo stress quotidiano, portando a preoccupazioni sempre maggiori e all’ansietà.

Con il passare del tempo, all’ansia spesso si aggiunge la depressione. Questa è la conseguenza dei problemi di scarsa autostima a cui la vittima è stata confrontata nel breve termine.

Alcune vittime (o anche ex-vittime) di violenza verbale hanno spesso pensieri suicidi. Le loro ansia e depressione arrivano al punto in cui vivere diventa una vera lotta quotidiana.

La violenza verbale può anche portare a sintomi fisici, legati a quelli psicologici. Alcuni sintomi fisici comuni sono: problemi digestivi, disturbi dell’alimentazione, emicrania, e dolore cronico.

Quali sono i segni dell’abuso verbale?

Ecco alcuni dei segni più comuni che indicano che qualcuno può essere un aggressore verbale :

L’autore della violenza chiama la vittima con soprannomi e nomignoli offensivi o denigratori. L’aggressore incolpa la vittima di tutto ciò che va storto, indipendentemente dal fatto che quella persona sia coinvolta o meno. L’aggressore parla male di tutto ciò che dà piacere o conforto alla vittima, come hobby o amicizie. L’aggressore non mostra apprezzamento per il duro lavoro e i buoni risultati ottenuti dalla vittima, in qualsiasi campo. L’aggressore vuole sempre avere ragione. L’aggressore intensifica l’abuso se la vittima comincia a reagire. E uno dei segni più comuni che qualcuno è vittima di violenza verbale: inizia a isolarsi da amici e familiari a causa della bassa autostima.

Qualcuno fra i vostri familiari o amici potrebbe trovarsi in una situazione emotivamente pericolosa e tuttavia non esserne consapevole. Potreste prevenire i gravi effetti di una potenziale violenza verbale in corso diffondendo questo articolo.