Influenza: è picco di contagi in Italia

Influenza record per gli italiani, periodo epidemico concluso con oltre 7,6 milioni di casi

Secondo l’ultimo bilancio dell’Istituto superiore di sanità, il picco influenzale è alle spalle e in oltre la metà delle regioni il periodo epidemico è considerato concluso. Anche quest’anno però si è raggiunta un cifra record di persone colpite che hanno dovuto fare i conti con ceppi più aggressivi rispetto all’anno scorso.

Anche quest’anno gli italiani hanno dovuto fare i conti con un’influenza da record. A confermalo sono i numeri forniti dal bollettino dell’Istituto superiore di sanità che dall’inverno scorso ha monitorato la stagione influenzale 2018/2019 registrando i casi segnalati settimana per settimana. Secondo l’ultimo bilancio, infatti, anche se ormai il picco è alle spalle e in oltre la metà delle regioni il periodo epidemico è considerato concluso, il totale dei casi di influenza si avvicina ormai agli 8 milioni. Nell’ultima settimana, la dodicesima del 2019, i casi segnalati sono aumentati di 179mila unità per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di più di 7,6 milioni di casi.

Il livello medio di incidenza delle sindromi influenzali è stato pari a 2,9 casi per mille assistiti, avvicinandosi dunque alla soglia di 2,74 che determina la fine del periodo epidemico. Quest’ultimo è stato dichiarato concluso in Piemonte, Val D’Aosta, Lombardia, provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Campania, Puglia e Basilicata. L’incidenza più alta invece resta in Calabria.

“Per il secondo anno di seguito abbiamo avuto una stagione molto intensa, ma con virus diversi rispetto all’anno scorso” ha commentato l’epidemiologo dell’Iss, Gianni Rezza, spiegando: “Nel 2017-2018, in cui si sono superati gli 8,5 milioni di casi, era prevalso il ceppo B Yamagata, mentre quest’anno quelli di tipo A, cioè il virus pandemico del 2009 H1N1, e l’H3N2”. Nel complesso, dall’inizio della stagione, i ceppi A di sottotipo H1N1pdm09 ed H3N2 rappresentano, rispettivamente, il 48% e il 44% dei virus circolanti.

Quest’anno dunque abbiamo avuto a che fare con ceppi più aggressivi come dimostrano anche i dati sui casi gravi che hanno superato le settecento unità e quello dei decessi che hanno superato le cento unità. In generale in questa stagione influenzale i più colpiti sono stati i bambini tra 0 e 4 anni con una incidenza di 8,16 casi per mille assistiti, poi quelli tra 5 e 14 anni con una incidenza di 4,79, mentre sono stati più bassi i casi nella fascia 15-64 anni (2,72 casi per mille assistiti) e negli over 65 (1,28 casi).