La figlia non vuole fare i compiti, il papà la picchia fino a ucciderla: “C’era sangue sui muri”

Un uomo di 36 anni del New Mexico è stato arrestato venerdì con l’accusa di aver picchiato fino a ucciderla la figlia di 5 anni, la piccola Sarah DuBois-Gilbeau, dopo che lei gli aveva detto che non voleva fare i compiti. Brandon Reynolds, di Albuquerque, è stato accusato di abusi sui minori, provocati intenzionalmente, con la conseguenza della morte di un bambino di età inferiore ai 13 anni.

Il padre avrebbe ammesso di aver iniziato a sculacciare la bambina perché si era rifiutata di fare i compiti intorno alle 20 di giovedì sera e di non aver chiamato il 911 fino alla notte, quando avrebbe detto che la figlia aveva problemi al cuore. “I soccorritori hanno capito di trovarsi dinanzi a un crimine e ci hanno chiamato”, ha detto un portavoce del Dipartimento di Polizia di Albuquerque venerdì in una conferenza stampa. 

I soccorritori hanno tentato di rianimare la bambina mentre la portavano in ospedale, dove però è stata dichiarata morta. “I detective hanno saputo dal personale ospedaliero che la ragazza ha subito gravi ferite”, ha detto il capo della polizia di Albuquerque, Michael Geier.

Nella casa della vittima la polizia ha trovato sangue sulle pareti del soggiorno e su un tappeto. Secondo quanto emerso, la piccola sarebbe stata colpita ripetutamente con una scarpa. Era piena di lividi quando i soccorritori sono arrivati a casa sua.

“Questa è sicuramente una tragedia straziante e i nostri investigatori stanno lavorando diligentemente in questo momento per ottenere giustizia per questa bambina”, ha detto il capo della polizia sottolineando che non c’era nessuno in casa quando Reynolds ha colpito sua figlia.

L’uomo – che secondo i media locali aveva ottenuto la custodia esclusiva della figlia dopo una controversa con la madre – attualmente è detenuto in carcere. “Era un piccolo angelo”, così una vicina di casa ha parlato della piccola Sarah.