L’ex tesoriere della Lega: “I soldi del partito? Spesi in prostitute”

I soldi della Lega “sono stati spesi perché avevamo un mucchio di puttane in giro e noi avevamo sempre l’uccello duro”. Lo ha detto l’ex tesoriere del partito, Stefano Stefani, in un’intervista video a Repubblica. “Belsito è un disonesto, è stato condannato per questo”, aggiunge l’ex tesoriere all’uscita dal tribunale di Milano, dove il 10 gennaio

I soldi della Lega “sono stati spesi perché avevamo un mucchio di puttane in giro e noi avevamo sempre l’uccello duro”. Lo ha detto l’ex tesoriere del partito, Stefano Stefani, in un’intervista video a Repubblica.

“Belsito è un disonesto, è stato condannato per questo”, aggiunge l’ex tesoriere all’uscita dal tribunale di Milano, dove il 10 gennaio 2019 è stato chiamato a testimoniare nel processo a carico dell’ex avvocato della Lega, Matteo Brigandì.

Stefani è l’uomo che nell’inchiesta esclusiva di TPI sui fondi della Lega ha rivelato come sono stati spesi i 49 milioni di euro del Carroccio svaniti nel nulla (qui l’inchiesta completa).

“Feci presente più volte a Maroni e Salvini, sia in pubblico che in privato, che si stava spendendo troppo e troppo in fretta”, dice Stefani nella terza puntata dell’inchiesta, realizzata da Giuseppe Borrello e Andrea Sceresini. “Mi fu detto che non potevamo fare altrimenti, perché in quel momento eravamo sotto schiaffo” (qui sopra l’intervista video completa).

“Nessuno, all’interno del Consiglio Federale, si oppose a questa politica”, ribadisce l’ex tesoriere. “Tantomeno Salvini, che all’epoca aspettava solo di diventare segretario”.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta di TPI, parte dei 40 milioni rimasti in cassa dopo le dimissioni di Bossi, frutto, almeno parzialmente, dei rimborsi elettorali nel mirino della magistratura, sarebbero stati spesi in modo ingiustificato, assumendo costosissimi professionisti esterni “amici di Maroni” e finanziando la campagna elettorale del futuro governatore della Regione Lombardia.

L’inchiesta raccoglie anche le dichiarazioni di Daniela Cantamessa, ex segretaria personale del Santur Umberto Bossi, che ha accettato di parlare a volto scoperto per la prima volta, rivolgendo pesanti accuse nei confronti dell’ex segretario Roberto Maroni, ma anche dell’attuale leader Matteo Salvini e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

Dopo l’intervista a TPI Cantamessa è stata convocata dai magistrati di Genova che indagano sui fondi della Lega spariti nel nulla.

Questo articolo è stato preso e verificato da tpi.it