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Mamma morta nel Tevere, la verità sul suicidio: le figlie erano nate con gravi malformazioni

Sara e Benedetta Di Pasquo erano nate con gravi malformazioni. Una aveva gravi problemi motori forse irreversibili che l’avrebbero costretta in carrozzina e l’altra era cieca.

Questi ulteriori raccapriccianti particolari uniti alla morte della terza gemella morta prima del parto avrebbero contribuìto ad aggravare la forma depressiva di cui soffriva Giuseppina Orlando.

Non solo depressione post parto ma anche il grave senso di colpa avrebbe spinto Pina lanciarsi nelle gelide acque del Tevere insieme alle figlie giovedì scorso. Nonostante la vicinanza del marito e dei familiari, la 38 enne non ha retto la situazione.

Presa dallo sconforto acuito ancora di più dopo la dimissione dal policlinico Gemelli di una delle due figliolette. Forse proprio quella non vedente. La gravidanza tanto desiderata ed attesa dopo la fecondazione assistita, dove l’impiego di ormoni ha anche alterato il suo stato psico fisico.

Della tragedia nessuno ancora sa farsene una ragione. «Pina era una donna premurosa assennata e amava la sua famiglia. In paese, ad Agnone in provincia d’ Isernia era conosciuta da tutti per le sue qualità umane.

Allo studio notarile dove lavorava la ricordano anche per la sua grande onestà e preparazione professionale». Questo racconta di lei chi l’aveva conosciuta.