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Migranti, a Taranto il corteo ‘Sicuri di restare umani’: il 19 gennaio in piazza per l’accoglienza

TARANTO – ‘Sicuri di restare umani’: è il titolo scelto per la manifestazione pubblica organizzata per sabato 19 gennaio da cittadini e associazioni aderenti alla campagna ‘Welcome Taranto’ per “ribadire con determinazione – spiega una nota – che Taranto e la sua provincia sono terre di solidarietà ed accoglienza, sia per dire no al Decreto sicurezza e immigrazione e rifiutare politiche inumane di odio, discriminazione, respingimenti e chiusure dei porti del Governo Lega-Movimento 5 stelle”.

E’ previsto un corteo che partirà da piazzale Bestat (concentramento alle 16) e terminerà in piazza Garibaldi con interventi conclusivi, danze e musica. “L’augurio – affermano i promotori – è quello di avere adesioni ufficiali da parte di molte amministrazioni comunali della nostra provincia, a partire da quella del Comune di Taranto. Sarà un grande corteo colorato, allegro, chiassoso, aperto, inclusivo, ricco di contaminazioni”.

L’obiettivo è quello di mettere “insieme tutte le anime democratiche che si riconoscono nei principi della nostra Costituzione e che non possono quindi – viene precisato – accettare politiche contrarie al principio di parità di trattamento tra cittadini italiani e stranieri:

enti, amministrazioni pubbliche, rappresentanti istituzionali, cittadinanza attiva,  forze politiche e sindacali, enti di tutela, ONG, scuole ed Università. associazioni, comitati, collettivi, mondo del volontariato laico e religioso, mondo dell’arte e della cultura”.

Un grande corteo, conclude la campagna Welcome Taranto, “che abbatta il muro dell’indifferenza e che rappresenti lo strumento per costruire, insieme ai Comuni e agli altri Rappresentanti Istituzionali, un percorso per disapplicare il decreto sicurezza ed approvare delibere che riescano ad aggirarne le folli conseguenze.

Tra queste segnaliamo l’articolo 13 del decreto sicurezza che, impedendo l’iscrizione dei richiedenti asilo all’anagrafe, li priva di alcuni servizi fondamentali. Una evidente violazione dei diritti costituzionalmente garantiti e delle tutele previste dai trattati internazionali”.