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Nasce l’app Hater per trovare l’anima gemella: odiare per trovarsi.

È la prima a sfruttare un sentimento di contrarietà per creare legami. Per condividere in negativo, da Trump a chi cammina troppo piano
L’AMORE unisce, ma anche l’odio non è da meno. È ciò che vuole dimostrare Brendan Alper con la sua app Hater: un servizio di dating online che punta a far conoscere chi odia le stesse cose. Il motto riportato sul sito, d’altronde, non lascia dubbi: “Condividi le cose che odi con chi ami”.

Una volta scaricata l’app, il servizio offre la possibilità di esprimere il proprio gradimento su oltre 3mila argomenti: da Donald Trump a chi cammina troppo lentamente, dalla marijuana ai “butt selfies”, fino a chi odia le multinazionali ma poi compra brand costosi. Per decidere basta scorrere il dito su un emoji: verso il basso per l’odio, verso l’alto per l’amore, a sinistra per dire che non piace, a destra che piace o, in alternativa, si può chiudere la scheda per esprimere neutralità.

A quiz completato l’app sarà già in grado di proporre una serie di profili compatibili con i propri interessi.
Il funzionamento è simile a quello di Tinder, ma la logica è ovviamente differente: qui il match tra gli utenti dipende dalle comuni antipatie. In questo senso Hater rappresenta una vera rivoluzione nella filosofia dei social network, da sempre basati sulla condivisione di sentimenti positivi.

L’intuizione del giovane creatore, benché arrivata per caso, come confessato in un’intervista al New York Times Magazine, trova riscontro in una serie di studi di psicologia sociale che dimostrato come un atteggiamento negativo, provato nei confronti di una terza persona o di un oggetto, sia in grado di unire due individui tanto quanto uno positivo.
Tra le ricerche c’è anche quella realizzata nel 2006 da Jennifer Bosson, docente di psicologia sociale all’Università della Florida Meridionale. Nel suo esperimento Bosson chiese ad un gruppo di ‘cavie’ di elencare un aspetto che amavano e uno che odiavano di un personaggio fittizio di nome Brad, poi fece incontrare chi aveva espresso le stesse opinioni. Il risultato fu che “condividere un sentimento negativo è un elemento efficace nel promuovere la vicinanza tra le persone”. “Non è che ci piaccia odiare la gente – scrive lo psicologo – Piuttosto, ci piace conoscere altre persone che odiano la stessa gente”.
L’applicazione è disponibile in versione beta per utent iOS e in primavera lo sarà anche per quelli Android. A discapito del nome – che in italiano significa ‘chi odia’ – il servizio non incita all’odio, né incoraggia comportamenti negativi. Piuttosto cerca di sfruttare la lunga lista di cose che ogni essere umano odia e che ora potrà utilizzare per trovare il ‘vero amore’.