Nuova Zelanda, sotto attacco: è strage, killer filmavano scena in diretta

Nuova Zelanda, attacco in due moschee: è strage, killer filmavano scena in diretta
L’attacco nella mattinata di venerdì, la notte in Italia, a Christchurch, sulla costa orientale dell’isola del Sud della Nuova Zelanda. Uomini armati hanno assaltato due moschee piene di fedeli per il giorno della preghiera facendo una strage. In azione un gruppo composto da almeno quatto persone vestite con giacche mimetiche militari.

Terrore e sangue in Nuova Zelanda dove un commando armato ha assaltato due moschee piene di fedeli per il giorno della preghiera facendo una strage. L’attacco nella mattinata di venerdì, la notte in Italia, a Christchurch, una delle città più grandi sulla costa orientale dell’isola del Sud della Nuova Zelanda. Il primo assalto nella moschea di Al Noor dove in azione sarebbe entrato un gruppo composto di quatto persone vestite con giacche mimetiche militari. Poco dopo il secondo assalto da parte di altrettante persone in un’altro edificio religioso islamico della città. A terra sarebbero rimaste decine di persone. Secondo un primo bilancio da parte dei media locali, ci sarebbero una trentina di vittime e decine di feriti anche se la polizia ancora non conferma. Poco dopo gli attacchi la polizia ha scatenato una caccia al’uomo in tutta l’area che alla fine ha portato all’arresto di 4 sospetti, tre uomini e una donna, che ora vengono interrogati.

Nuova Zelanda, attacco in due moschee: è strage, killer filmavano scena in diretta
L’attacco nella mattinata di venerdì, la notte in Italia, a Christchurch, sulla costa orientale dell’isola del Sud della Nuova Zelanda. Uomini armati hanno assaltato due moschee piene di fedeli per il giorno della preghiera facendo una strage. In azione un gruppo composto da almeno quatto persone vestite con giacche mimetiche militari.

Terrore e sangue in Nuova Zelanda dove un commando armato ha assaltato due moschee piene di fedeli per il giorno della preghiera facendo una strage. L’attacco nella mattinata di venerdì, la notte in Italia, a Christchurch, una delle città più grandi sulla costa orientale dell’isola del Sud della Nuova Zelanda. Il primo assalto nella moschea di Al Noor dove in azione sarebbe entrato un gruppo composto di quatto persone vestite con giacche mimetiche militari. Poco dopo il secondo assalto da parte di altrettante persone in un’altro edificio religioso islamico della città. A terra sarebbero rimaste decine di persone. Secondo un primo bilancio da parte dei media locali, ci sarebbero una trentina di vittime e decine di feriti anche se la polizia ancora non conferma. Poco dopo gli attacchi la polizia ha scatenato una caccia al’uomo in tutta l’area che alla fine ha portato all’arresto di 4 sospetti, tre uomini e una donna, che ora vengono interrogati.

A rendere ancora più agghiacciante l’attacco, la scelta da parte di alcuni dei killer di riprendere la scena dell’assalto in alcuni video da trasmettere online in diretta. Alcune clip son state rilanciate da un giornalista freelance americano, Nick Monroe, e mostravano la sparatoria ripresa da una telecamera sulla testa dell’assalitore. Le immagini sono state successivamente rimosse e la stessa polizia locale ha chiesto di non pubblicarle in alcun modo i video. Nel filmato sarebbe presente anche una sorta di rivendicazione di uno dei killer. Secondo i giornali locali, tra gli attentatori ci sarebbe un cittadino australiano che avrebbe pubblicato un manifesto con contenuti di estrema destra e contro gli immigrati.

La stessa polizia ha rivelato che dopo l’attacco gli artificieri hanno rinvenuto sul posto anche diversi esplosivi attaccati alle auto parcheggiate che se fatti deflagrare avrebbero causato danni ancora peggiori. Per questo in un primo momento era stato dato anche l’ordine di chiudere qualsiasi moschea o centro religioso islamico così come le scuole di Christchurch. “Questo sottolinea la serietà” dell’attacco”, ha spiegato un portavoce della polizia neozelandese. “Si è trattato di un atto di violenza senza precedenti, È uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda” ha dichiarato la primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinta Arden, subito dopo essere stata informata confermando che “si è trattato di un evento significativo” dal punto di vista del numero di vittime