Papa Francesco ai giovani: «La famiglia è solo tra un uomo e una donna»

Città del Vaticano – La famiglia è solo una, quella composta da un uomo e una donna. Il concetto base del magistero della Chiesa torna ad essere ripetuto forte e chiaro da Papa Francesco nel documento post sinodale dedicato alla cura delle nuove generazioni.

Un testo che raccoglie il percorso e il dibattito dell’ultimo sinodo in Vaticano. Si intitola Cristo Vive, dall’incipit. («Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!»). Nei nove capitoli divisi in 299 paragrafi, il Papa affronta i temi cari alla sua predicazione, la cura verso i poveri, l’apertura ai migranti, la tutela degli anziani, la distanza verso la cultura dello scarto.

Parla dei giovani ma nelle pagine non trova tanto posto la sfida più grande che devono compiere le giovani donne per abbattere tanti soffitti di cristallo, non si parla compiutamente di gender gap, né della radice delle violenze di genere purtroppo tanto diffuse in tutte le culture. Si parla, in un passaggio, «di legittime rivendicazioni delle donne che chiedono maggiore giustizia e uguaglianza» e di «autoritarismo da parte di uomini, di violenza maschilista», anche il documento prende le distanze da «quello che propongono alcuni gruppi femministi». C’è persino la descrizione del solito clichè femminile della donna angelo del focolare a prescindere («C’è una bellezza nella moglie spettinata e un po’ anziana che continua a prendersi cura del marito malato al di là delle proprie forze e della propria salute») dimenticando che il medesimo ruolo lo potrebbe benissimo assolvere un marito spettinato e un po’ anziano.

Nell’esortazione si riconosce che ci sono giovani che sentono la presenza della Chiesa «come fastidiosa e perfino irritante». Un atteggiamento che – si legge – affonda le radici «anche in ragioni serie e rispettabili: gli scandali sessuali ed economici; l’impreparazione dei ministri ordinati che non sanno intercettare adeguatamente la sensibilità dei giovani; il ruolo passivo assegnato ai giovani all’interno della comunità cristiana; la fatica della Chiesa di rendere ragione delle proprie posizioni dottrinali ed etiche di fronte alla società»

Il Papa mette in guardia i giovani dall’essere strumentalizzati. «Molti giovani sono ideologizzati, strumentalizzati e usati come carne da macello o come forza d’urto per distruggere, intimidire o ridicolizzare altri. E la cosa peggiore è che molti si trasformano in soggetti individualisti, nemici e diffidenti verso tutti, e diventano così facile preda di proposte disumanizzanti e dei piani distruttivi elaborati da gruppi politici o poteri economici»

Pianificazione delle nascite. In un passo del documento Francesco rinnova la denuncia della colonizzazione culturale verso tanti paesai africani, quando «i potenti forniscono alcuni aiuti, ma spesso ad un costo elevato. In molti Paesi poveri, l’aiuto economico di alcuni Paesi più ricchi o di alcuni organismi internazionali è solitamente vincolato all’accettazione di proposte occidentali in materia di sessualità, matrimonio, vita o giustizia sociale. Questa colonizzazione ideologica danneggia in modo particolare i giovani».

Cyberbullismo: «il web è anche un canale di diffusione della pornografia e di sfruttamento delle persone a scopo sessuale o tramite il gioco d’azzardo» . Non si deve dimenticare che nel mondo digitale «operano giganteschi interessi economici», capaci di creare «meccanismi di manipolazione delle coscienze e del processo democratico». Ci sono circuiti chiusi che «facilitano la diffusione di informazioni e notizie false, fomentando pregiudizi e odio… La reputazione delle persone è messa a repentaglio tramite processi sommari on line».

Piattaforme web. Non andrebbe dimenticato che «operano nel mondo digitale giganteschi interessi economici, capaci di realizzare forme di controllo tanto sottili quanto invasive, creando meccanismi di manipolazione delle coscienze e del processo democratico. Il funzionamento di molte piattaforme finisce spesso per favorire l’incontro tra persone che la pensano allo stesso modo, ostacolando il confronto tra le differenze. Questi circuiti chiusi facilitano la diffusione di informazioni e notizie false, fomentando pregiudizi e odio. La proliferazione delle fake news è espressione di una cultura che ha smarrito il senso della verità e piega i fatti a interessi particolari. La reputazione delle persone è messa a repentaglio tramite processi sommari on line. Il fenomeno riguarda anche la Chiesa e i suoi pastori».

Uomo e donna. «C’è una bellezza straordinaria nella comunione della famiglia riunita intorno alla tavola e nel pane condiviso con generosità, anche se la mensa è molto povera. C’è una bellezza nella moglie spettinata e un po’ anziana che continua a prendersi cura del marito malato al di là delle proprie forze e della propria salute. Malgrado sia lontana la primavera del corteggiamento, c’è una bellezza nella fedeltà delle coppie che si amano nell’autunno della vita e in quei vecchietti che camminano tenendosi per mano. (…) Molte volte «c’è chi dice che oggi il matrimonio è “fuori moda”. […] Nella cultura del provvisorio, del relativo, molti predicano che l’importante è “godere” il momento, che non vale la pena di impegnarsi per tutta la vita, di fare scelte definitive. […] Io, invece, vi chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare controcorrente; sì, in questo vi chiedo di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente». Io invece ho fiducia in voi, per questo vi incoraggio a scegliere il matrimonio”. (…) Mi piace pensare che «due cristiani che si sposano hanno riconosciuto nella loro storia di amore la chiamata del Signore, la vocazione a formare di due, maschio e femmina, una sola carne, una sola vita. E il Sacramento del matrimonio avvolge questo amore con la grazia di Dio, lo radica in Dio stesso. Con questo dono, con la certezza di questa chiamata, si può partire sicuri, non si ha paura di nulla, si può affrontare tutto, insieme!».