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Prete si gioca 900mila euro dei fedeli alle slot, parrocchiani in rivolta: «Rivogliamo i nostri soldi»

Raccoglieva i soldi dei fedeli e poi giocava tutto alle slot. E’ la storia di un prete che operava nella parrocchia di San Giovanni Battista in Tomba Extra: il pastore non solo esortava il suo gregge a non essere avaro nel classico giro delle offerte durante le messe domenicali, ma raccoglieva fondi grazie ad iniziative extra.

Centinaia di migliaia di euro, che dovevano andare alle persone in difficoltà, per mesi sono finiti dentro le slot machine. Così la diocesi ha preso una decisione inevitabile: mandarlo via.

Il sacerdote non è stato sanzionato dalla Chiesa ma solamente trasferito dalla parrocchia: sta seguendo un percorso di guarigione dalla dipendenza e ora si trova in un centro sulle colline, lontano da poker e black jack.

l prete ha guidato la parrocchia dal 2007 al 2017. Poi però era stato trasferito ad un altro incarico, nella direzione del Centro Diocesano di Spiritualità intitolato a “San Fidenzio”. Il motivo?

Pare che dal 2014 fino allo scorso anno, come riferisce il giornale locale “L’Arena”, aveva fatto molte richieste di soldi ai parrocchiani, fino ad arrivare alla ragguardevole cifra di 900 mila euro, soldi che sarebbero spariti nel nulla.

Soldi ricevuti a fondo perduto dai fedeli che sarebbero finiti nelle slot machine. E adesso gli ex parrocchiani traditi rivogliono il denaro prestato, chiedendo conto alla Curia. Il portavoce del Vescovo Zenti, don Stefano Origano, ha detto a “L’Arena” che “da parte del Vescovo c’è disponibilità a un confronto per provare insieme a risolvere il problema nel modo migliore”.