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Salvini e i presepi nelle scuole: “Chi tiene Gesù fuori dalle classi non è un educatore”

“Non vogliamo disturbare la sensibilità dei bambini di altre religioni”, è la scusa adottata e riversata addosso ai genitori che hanno ovviamente protestato contro questa assurda decisione. 

Siamo in Italia, penso che nessun bambino di qualunque religione si offenda per il bue, l’asinello e Gesù Bambino – ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini – io, il presepe, lo faccio e spero che non ci sia un educatore che pensa che Gesù Bambino dia fastidio a qualcuno…”.

A Padova è polemica per un post pubblicato sulla propria pagina Facebook da don Luca Favarin. Il prete, noto anche internazionalmente per le sue posizioni “fuori dal coro”, soprattutto sulle tematiche relative all’accoglienza e alla gestione dei flussi migratori, ha invitato a “non fare il presepe” per “rispetto dei poveri”.

A Ivrea, invece, alcune scuole hanno deciso di ritirarsi dal concorso per presepi per “rispettare i bambini delle altre religioni”. A Favaro Veneto, nell’entroterra veneziano, la Natività è salta perché, a detta del dirigente scolastico, erano venuti a mancare i fondi per comprare la grotta e la Sacra Famiglia.

Peccato che, quando un consigliere regionale della Lista Zaia, Gabriele Michieletto, ha comprato e portato personalmente un presepe all’Istituto Alpi, il dirigente lo abbia rifiutato. La lista, insomma, è lunga. E tenderà ad allungarsi con l’approssimarsi del Santo Natale.

In difesa del presepe si è schierato, come già negli anni passati, anche Salvini. Che questa mattina, ai microfoni di No Stop News su Rtl 102.5, ha lanciato un appello ai maestri e agli educatori che lavorano nelle nostre scuole: “Non penso che Gesù Bambino o Tu scendi dalle stelle possa dare fastidio a nessuno. Il Natale è una festa che può abbracciare tutte le fedi e le religioni- ha, poi, continuato – chi tiene Gesù Bambino fuori della porta della classe, non è un educatore”.