Scarcerato l’aggressore di Bettarini: “E’ Una Vergogna”

“Non faccio questa storia per pubblicità, ma perché sono incazzato”. Inizia così lo sfogo di Niccolò Bettarini dopo aver appreso la sconcertante notizia della scarcerazione di Davide Caddeo. Il ventenne ha voluto far sapere ai follower il suo pensiero in merito e, nel video in questione, accusa con rabbia la giustizia italiana: “Complimenti, bravi! Mi ero ripromesso di non riparlare di questa cosa perché, raga, obiettivamente non fa piacere.

Non lo faccio per pubblicità o per apparire, stronzate e cazzate varie, perché non me ne frega un cazzo. Faccio questa storia perché sono incazzato e a quanto pare fare le storie su Instagram è l’unico modo per arrivare alla gente. Al di là del fatto che si commenta da solo quello che è successo. Io sono stato zitto in tutti questi mesi, in cui ne sono successe di cose, son state dette parole… Però a me non me ne frega un cazzo, dico quel che penso. E quel che penso è che la giustizia italiana non esiste, è uno schifo, per chi sia figlio chi, figlio di qua, figlio di là, per tutti quanti”.

Parole dure anche per il suo ormai ex avvocato, reo di averlo abbandonato dopo l’ultima sentenza: “Soprattutto volevo fare i complimenti al mio avvocato dal quale non ho saputo niente per mesi. Ho dovuto sapere tutto attraverso notizie e amici miei. Ci ha abbandonato dopo l’ultima sentenza. Vi spiego anche perché ci ha abbandonato, non me ne frega un cazzo.

La signora Alessandra Calabrò voleva che a gennaio io andassi a parlare in un programma chiamato Porta a Porta per elogiarla del lavoro che ha fatto: bel lavoro ha fatto comunque, sì, sì. Io ho rifiutato perché mi ero promesso, dopo l’ultima sentenza, di non riparlare più di questa cosa. E lei ha avuto la bella idea di mollarci e chiederci 160 mila euro di parcella. Sì, sì, 160 mila euro di calci in culo”.

Verso la fine del video Niccolò Bettarini indirizza invece le sue parole direttamente al “giudice” Salvini, la cui decisione di concedere i domiciliari a chi era stato accusato di tentato omicido non gli è andata proprio giù: “E poi bisogna fare i complimenti al giudice, complimenti giudice Salvini. Io non studio giurisprudenza e mai la studierò, probabilmente rimarrò ignorante a vita.

Però a casa mia se io do una sentenza di nove, sei, cinque anni per tentato omicidio, tentato omicidio eh, dopo un mese dalla sentenza li scarcero tutti con permesso di lavoro ai domiciliari? Qualcosa non quadra. Ma questa è l’Italia, questa è la giustizia italiana. E’ uno schifo. Per nessuno c’è giustizia, manca proprio il senso di giustizia. E potete tutti andare a fare in culo, voi e chi è sopra di voi”. Dopo l’accoltellamento avvenuto nel 2018, Bettarini rivelò, durante un’intervista, di credere molto nella giustizia. Ora non è più dello stesso avviso e le parole che conludono la sua storia lo dimostrano appieno: “Sono fiero di non essere come certa gente. Vergogna”.