Si è riusciti a far piangere Asia Argento in tv, atroce il prezzo da pagare per la prima serata

Si è riusciti a far piangere Asia Argento in diretta tv a “Live – Non è la D’Urso”. Contro di lei un concentrato di orrori che le sono piovuti addosso per l’unica colpa di avere denunciato, 20 anni dopo, una violenza sessuale subita. Se il clima che respira una vittima è questo, è comprensibile che si faccia fatica a denunciare.

È pesante, troppo, il prezzo che Asia Argento paga per la prima serata di Live – Non è la D’Urso. Bersagliata dagli ospiti in studio e da quelli che, nel corso dei mesi, si sono scagliati contro di lei utilizzando i termini dispregiativi peggiori, Asia finisce per cedere alle lacrime in diretta. Troppi i colpi per poter fare da muro di gomma alle brutture che le sono arrivate addosso, poca la sensibilità che le è stata destinata. La sua unica colpa è quella di essere una donna che, nel bene e nel male, riesce nell’impresa di dividere. Ancora peggio: essere colei che denuncia una violenza 20 anni dopo. Se questo è il clima che è una vittima respira, non stupiamoci poi se una donna decide di tacere.

Le denunce a Morgan, suo grande amore
Il primo filmato che le è stato mostrato riassume l’amore vissuto con Morgan, il più grande della sua vita. Quella storia si è consumata tra reciproche accuse, in merito alle quali la Argento non fa marcia indietro: “I figli si fanno in due e un giudice aveva deciso tempo fa che lui contribuisse a mantenere nostra figlia. Mantengo i miei figli da sola e non vivo nella ricchezza. Erano 10 anni che non pagava e il pignoramento è arrivato in automatico”. Poi confessa di avere conosciuto Jessica Mazzoli:

Jessica l’ho vista un paio di volte. Una volta ero in Sardegna e ho voluto che Anna Lou conoscesse la sua sorellina. Ma non sono qui a parlare male di Morgan. Quando lei rimase incinta, mi spaventai per loro. Anche io rimasi incinta molto presto, erano 4 mesi che ci conoscevamo ma è stato l’amore della mia vita.

La passione consumata con Corona
Di Corona racconta poco. In fondo, si sono visti in tutto 4 volte: “Fabrizio l’ho conosciuto poco, non ritengo sia cattivo, non mi ha mai fatto del male. In quel breve lasso di tempo ha ingigantito tante cose. Non ho mai fatto sesso con lui sul tavolo della mia cucina. Ho il coccige rotto, non avrei potuto nemmeno volendo. Ha molta fantasia, gli piace immaginare se stesso in una certa maniera. Mi dispiace per quello che ora sta passando. Mi spiace molto per suo figlio. Ci siamo visti due o tre volte, se non avesse chiamato i paparazzi, nessuno lo saprebbe”.

Quello che non rifarebbe
Il momento peggiore arriva quando Asia torna a parlare delle molestie di Harvey Weinstein. Un filmato le mostra quanto alcuni personaggi noti hanno detto di lei. A colpirla in particolare è una frase di Vittorio Feltri: “A tutte piace una leccatina”. La Argento è raggelata, comprende in quel momento che il prezzo da pagare rischia di essere altissimo. Si ritrova costretta a spiegare, ancora una volta, perché e come sarebbe stata vittima di quell’uomo denunciato da 183 donne. Poi si scioglie in lacrime, troppo alto è stato il tributo da versare:

Tante cose non vanno nella mia vita, non è stata perfetta. Mi sono chiesta anch’io perché non sono scappata o non ho menato. Mi è stato spiegato da dei terapeuti che alcune donne hanno un istinto rettiliano, con l’immobilizzazione del corpo. Quando mi è successo questo evento traumatico avevo 21 anni. Non l’ho raccontato a nessuno, nemmeno alla mia analista. È stato attraverso un’altra donna che ho deciso di raccontare. Non ho denunciato, avrei continuato a vivere la mia vita senza raccontare queste cose al mondo, è stato un giornalista a chiamarmi, sapeva già esattamente cosa mi era successo. Se ne parlava nello spettacolo, 183 donne hanno denunciato. Non ho mai più lavorato con quest’uomo dopo questo incidente. Non mi interessa essere credibile.

Penso di avere fatto la mia parte e di averne pagato le conseguenze. Le altre due storie di violenza non le ho raccontate perché dopo il fango che ho ricevuto, non me la sono sentita. La verità è che non lo rifarei. Ha scatenato nella mia vita talmente tanti eventi negativi che non lo rifarei. Voglio chiarire una cosa: non ho più lavorato con quest’uomo. L’ho frequentato dopo perché ho cercato di normalizzare. Non volevo accettare il fatto che io, che sono una donna forte, ho permesso a qualcuno di farmi questo. Quando ho scoperto che l’ha fatto a tantissime donne ho deciso di parlare.