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Stefano Cucchi, carabiniere imputato confessa il pestaggio

Svolta nel processo bis per la morte di Stefano Cucchi. Il carabiniere Francesco Tedesco, imputato, confessa che il pestaggio c’è stato.

Dopo 9 lunghi anni “il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi” scrive su Facebook Ilaria, la sorella del geometra romano morto sei giorni dopo il suo arresto. Nel corso dell’odierna udienza del processo bis sulla morte di Stefano Cucchi il pm Giovanni Musarò ha rivelato infatti che il 20 giugno scorso il carabiniere Francesco Tedesco, uno degli imputati, ha presentato una denuncia dove ha confessato che il 30enne era stato picchiato. Scaricando però le responsabilità sui colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, anche loro accusati di omicidio preterintenzionale.

Stefano Cucchi fu picchiato

Un vero e proprio colpo di scena anche perché Tedesco ha riferito che quando “ha saputo della morte di Cucchi ha redatto una notazione di servizio“. Notazione “che è stata sottratta e il comandante di stazione dell’epoca non ha saputo spiegare la mancanza” puntualizza il pubblico ministero. In sostanza, dagli archivi dell’Arma dei Carabinieri sarebbe sparita la prima relazioneche attestava il pestaggio subito da Stefano Cucchi.

Alla sbarra anche i carabinieri Vincenzo Nicolardi e Roberto Mandolini, accusati assieme a Tedesco di falsa testimonianzadurante il primo processo.

I tre, ed in particolare, Mandolini, hanno sostenuto che era stato Stefano Cucchi a ribellarsi al fotosegnalamento. L’idea invece è che tale procedura fu elusa per cercare di evitare di ritrarre il ragazzo con i segni delle percosse. Nella notazione di servizio sparita Tedesco “ha ricostruito i fatti di quella notte e chiamato in causa gli altri imputati: Mandolini, da lui informato; D’Alessandro e Di Bernardo, quali autori del pestaggio; Nicolardi quando si è recato in Corte d’Assise, già sapeva tutto” chiarisce quindi il pm.

“Gli atti dibattimentali e le ulteriori indagini individuano nel mio assistito il carabiniere che si è lanciato contro i colleghi per allontanarli da Stefano Cucchi, che lo ha soccorso e che lo ha poi difeso” dichiara a margine dell’udienza l’avvocato Eugenio Pini, che difende Francesco Tedesco. “Ma soprattutto – aggiunge – è il carabiniere che ha denunciato la condotta al suo superiore ed anche alla Procura della Repubblica, scrivendo una annotazione di servizio che però non è mai giunta in Procura, e poi costretto al silenzio contro la sua volontà”.

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