Thailandia, arriva la tempesta più devastante degli ultimi 30.Pabuk: centinaia di turisti bloccati sulle isole

Pabuk è stata definita la più devastante degli ultimi decenni. Previste onde alte da 3 a 5 metri.

BANGKOK. Migliaia di persone stanno fuggendo da alcune delle isole thailandesi più popolari tra i turisti, che stanno per essere colpite da quella che è considerata la più devastante tempesta degli ultimi decenni. Circa settemila persone sono state evacuate dalla provincia meridionale di Nakhon Si Thammarat. Ma il numero delle persone evacuate potrebbe aumentare sensibilmente, tra 30.000 e 80.000 solo in questa provincia, ha avvertito Udomporn Kan, segretario del Dipartimento della Prevenzione e Disastri.

Thailandia, in arrivo Pabuk: la tempesta più devastante degli ultimi 30 anni

Preceduta da forti piogge, la tempesta tropicale Pabuk sta per abbattersi sull’arcipelago di Chumphon, al confine orientale delle province di Surat Thani e Nakhon Si Thammarat e colpirà famose mete turistiche come Koh Samui, Koh Phangan e Koh Tao, e le isole del Mar delle Andamane come Phuket e Koh Phi Phi. Le evacuazioni riguardano almeno 16 province, ha riferito un portavoce del governo, che ha ricordato che “siamo in alta stagione, ci sono molti turisti stranieri in destinazioni popolari, li abbiamo informati in anticipo due giorni fa, direi che la maggior parte ha lasciato le isole e si è spostata sulla terraferma”.

Centinaia di turisti però sono rimasti bloccati. La forte perturbazione ha portato alla chiusura degli aeroporti di Koh Samui e Nakhon Si Thammarat e bloccato le imbarcazioni, isolandoli dalla terraferma. “Dieci mila turisti sono rimasti a Koh Phangan”, ha spiegato Krikkrai Songthanee, capo del distretto dell’isola. “Ho parlato con alcuni di loro ieri sera. Non hanno paura, capiscono la situazione”, ha aggiunto.

Phuwieng Prakhammintara, direttore generale del Dipartimento meteorologico della Thailandia, ha avvertito che la tempesta potrebbe causare onde alte da 3 a 5 metri o anche 7 metri. Le scuole nelle aree costiere sono chiuse e anche l’esercito è stato mobilitato.