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Trovata morta nella sua casa la giudice D’Alessandro. Aveva firmato gli arresti del clan Spada

Simonetta D’Alessandro, giudice di sezione al Tribunale di Roma è stata trovata senza vita nella sua casa a Roma. Non sentendo la madre, il figlio preoccupato si è rivolto ai carabinieri della stazione Roma Prati che sono entrati con i vigili del fuoco nella casa della donna. Sul corpo non sono stati rinvenuti segni di violenza. La donna sarebbe morta per un malore. Lo scorso gennaio D’alessandro firmò l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 32 componenti del clan Spada. E’ stata anche titolare dell’inchiesta Fini-Tulliani e all’inizio dell’anno ha firmato come gip l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 32 persone considerate appartenenti al ‘clan’ Spada. Nel 2016 decise l’archiviazione dell’ultima inchiesta sulla morte di Roberto Calvi, il presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra il 18 giugno 1982. Nella sua lunga carriera si e’ occupata anche di terrorismo e nuove Brigate rosse.

“L’improvvisa e prematura scomparsa della carissima collega e amica, Simonetta D’Alessandro, ci addolora tantissimo”. Lo afferma in una nota la Giunta distrettuale di Roma e Lazio dell’Associazione nazionale magistrati. “Ci ha lasciati una ‘compagna di strada’ intelligente, coraggiosa e profondamente innamorata del suo lavoro. Ci mancherà ogni giorno. Esprimiamo la nostra vicinanza al cordoglio dei familiari”, conclude la nota.

“Sono profondamente addolorato dalla prematura scomparsa di Simonetta D’Alessandro, una giudice rigorosa e coraggiosa che ha avuto il merito di riconoscere le nuove mafie di Roma quando per molti erano solo bande di quartiere. Le sue ordinanze di arresto per i vertici dei clan Fasciani e Spada rappresentano documenti fondamentali per capire la trama dei poteri mafiosi di Ostia. Ci mancherà molto per la sua disponibilità al confronto cosi come mancherà ai suoi colleghi ma soprattutto ai suoi familiari ai quali invio il mio cordoglio e la mia vicinanza”. Così in una nota Gianpiero Cioffredi, Presidente Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.