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Una madre racconta come un tumore le ha portato via in 9 giorni il figlio di due anni: “Era buio e ti ho lasciato andare”

Questa lettera è di Anna Nani, Parma, inviata a Repubblica.it. “Sono Anna, la mamma di un angelo di nome Andrea. Se ne è andato 10 anni fa per un neuroblastoma, tumore del sistema nervoso centrale, che nella fascia età 2 – 5 anni è molto aggressivo e silenzioso”.

“Avevamo appena compiuto 30 anni e Andrea aveva solo 2 anni e mezzo, finimmo in Ospedale a Parma dopo una semplice ecografia di controllo per una mononucleosi che aveva in atto. Quella mattina eravamo andati a fare l’esame con le borse della spesa in macchina. Dopo mezz’ora di ecografia in cui il dottore non parlava arrivò la doccia fredda:

‘Vostro figlio ha la pancia piena di ghiandole e non credo sia la mononucleosi, vi consiglio di andare a Parma per esami specifici’. La dottoressa in turno al pronto soccorso era proprio un’oncologa, senza girarci intorno ci disse: ‘Vostro figlio ha un tumore o una mononucleosi impazzita’. In quel momento una palla di fuoco mi schiacciò al muro”.

“L’8 dicembre venivamo ricoverati in Oncologia Pediatrica, quella che fu la nostra ultima casa. Dopo la risonanza magnetica, al nostro terzo giorno di ricovero, convocarono mio marito in ufficio, io non riuscivo ad andare, Andrea non si staccava da me per paura dei prelievi, tornò piangendo dicendomi che il primario gli aveva riferito di non aver mai visto niente di simile nella sua carriera. Lo operarono il venerdì 12 dicembre”.

“Il giorno precedente ci accorgemmo che aveva perso anche la vista, ma lui era un bambino splendido. Fu struggente la sua domanda: ‘Mamma c’è buio, accendi la luce’. Ci fecero restare accanto a lui fino all’ultimo sospiro, il suo cuore nonostante tutto lottò per due lunghe ore mentre io lo pregavo di smettere! Era la notte del 16 dicembre 2008, dopo solo 9 giorni da quella ecografia con le borse della spesa in macchina!”.

“La parte più dura dopo averlo lasciato andare fu dirlo a mia madre, a lei che sapeva cosa voleva dire perdere un figlio. Passarono i giorni. Iniziai a sentire il bisogno di tornare in quel reparto quasi come se ci fosse una calamita che mi attirava. Probabilmente era lui che mi voleva lì, a fianco di quelle mamme e quei bambini che lottano contro il mostro”.”Così ho iniziato ad avvicinarmi all’Associazione nata da medici e genitori nel 1984 ‘Noi per Loro’, onlus di Parma, che sostiene il reparto di oncologia pediatrica. Quest’anno, in occasione del decimo anniversario dalla morte, abbiamo scritto una canzone dedicata ad Andrea per le mamme e i papà che come noi hanno subito la perdita! E’ online scaricabile su tutte le piattaforme musicali e con video su YouTube”. “Il titolo della canzone è ‘Ti ho lasciato andare’: arriva alla fine di un percorso di consapevolezza del dolore e della perdita, i figli non sono nostri e ci vengono dati per un periodo che non ci è dato sapere, noi possiamo solo viverli! Con questa canzone spero di trasmettere alle madri la forza di rialzarsi e tornare a vivere nel ricordo dei figli e di non sprecare la loro vita disperandosi, a loro è stata lasciata e non sarebbe giusto buttarla via. Nella mia vita dopo Andrea sono arrivati tre regali a riempire le mie giornate. Veronica, Simone e Celeste. Grazie di avermi ascoltata”.