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Vialli parla della malattia e si commuove: “Non voglio morire, devo portare le mie figlie all’altare”

Una settimana dopo la rivelazione che ha scioccato il mondo del calcio, Gianluca Vialli è tornato a parlare in pubblico della propria battaglia contro il cancro.  L’intervista al ‘Corriere della Sera’, anticipazione del libro “Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili“, nel cui titolo compare di fatto già il segnale dell’incubo che ha cambiato la vita dell’ex attaccante di Sampdoria, Juventus e Nazionale, ha riportato Vialli alla luce della ribalta dopo lunghi mesi di black out pubblico che avevano fatto sospettare più di qualche suo tifoso che qualcosa non stesse andando per il verso giusto.

Ora, ospite del salotto di Fabio Fazio, tifoso sampdoriano doc, a ‘Che tempo che fa’, Vialli ha parlato in diretta tv del proprio dramma, di fronte a milioni di italiani e magari compresi anche a molti di quelli che, sabato pomeriggio e sera, hanno fatto arrivare tutto il proprio supporto all’idolo di un tempo nelle curve di Juventus Sampdoria durante le partite contro Fiorentina e Bologna:

“Faccio fatica a dirlo ma l’esperienza del tumore, anche se sembra strano, mi ha aiutato a diventare una persona migliore. Tutti credono che io abbia affrontato la malattia con coraggio, ma la verità è che molto spesso me la sono fatta addosso. Vivere la malattia ti aiuta a vedere tutto sotto un’altra prospettiva. Si inizia a dare più valore alle cose e alla famiglia, e a prenderti più cura di te stesso”.

“È stato bellissimo e commovente, sono passati tanti anni da quando giocavo, ma si ricordano ancora di me” il commento di Vialli all’affetto arrivato dagli stadi italiani e non solo, visti i tanti messaggi arrivati dagli ex compagni di club e Nazionale o da rivali storici di tante partite, senza dimenticare chi, pur sapendo della malattia, ha rispettato la volontà di Gianluca di non renderla nota.

L’ex centravanti è poi entrato nella parte più privata del dramma:

“Tutto è successo in maniera improvvisa. Ho affrontato questa malattia con lo stesso spirito che avevo da calciatore, questo mi ha aiutato molto. Da subito mi sono posto degli obiettivi a lunga scadenza: non morire prima dei miei genitori e portare le mie figlie all’altare quando si sposeranno. Poi mi sono dato invece degli obiettivi a breve scadenza: l’operazione, la degenza, la chemio, la radio e infine andare di nuovo in vacanza in Sardegna con un fisico da far vedere”.