Volare da Roma a New York in meno di un’ora è possibile

Da Roma a New York in meno di un’ora: l’aereo rivoluzionario
Il motore sviluppato dalla Reaction Engines Limited è stato appena messo alla prova e ha dimostrato di poter funzionare a velocità di 3,3 volte superiori a quella del suono. I prossimi test metteranno alla prova la tenuta a Mach 5,5 ma una volta entrato in orbita potrà raggiungere anche Mach 25.

Quella di raggiungere le più importanti capitali del globo in pochi minuti è un’ossessione che tormenta gli ingegneri aerospaziali da decenni. Tra gli anni ’70 e ’90 il sogno è stato in parte realizzato dal Concorde, ma il futuro potrebbe essere stato scritto dall’azienda britannica Reaction Engines Limited, che in questi giorni ha annunciato di aver perfezionato un motore grazie al quale i passeggeri del futuro prossimo potranno viaggiare da Londra a New York in meno di un’ora.

Il gruppo ha da anni in sviluppo un sistema di propulsione ibrido tra motore a razzo e jet, che per la combustione sfrutta l’ossigeno presente in atmosfera a basse altitudini, e una volta giunto in orbita passa a una riserva di ossigeno liquido stoccata a bordo: battezzato Synergetic Air Breathing Rocket Engine, o SABRE, il reattore è risultato finora inutilizzabile per raggiungere velocità compatibili all’entrata in orbita, poiché la temperatura di oltre 1.000 gradi che l’aria può raggiungere entrando al suo interno a queste velocità fonde inevitabilmente le componenti.

Il segreto messo a punto in questi giorni è una tecnologia di preraffreddamento che si frappone tra lo stadio di ingresso dell’aria nel reattore e quelli di compressione e combustione. Il sistema prevede che l’aria appena raccolta dall’atmosfera passi attraverso un canale cilindrico le cui pareti sono composte da una rete fittissima di microtubi attraverso i quali viene fatto scorrere elio raffreddato. L’aria calda, all’ingresso del canale, entra dunque in contatto con una superficie di scambio ampia ed estremamente efficiente, cedendole tutta la sua energia e arrivando all’appuntamento con il reattore a una temperatura accettabile.

La società lavora da tempo su questo sistema di preraffreddamento, ma solo ora è arrivata alla svolta: gli ultimi test hanno dimostrato che la tecnologia può azzerare in un ventesimo di secondo la temperatura di getti d’aria di 1.000 gradi, facendo in modo che il motore che li riceve possa raggiungere tranquillamente velocità anche di 3,3 volte superiori a quella del suono. Le prossime simulazioni proveranno a superare questo limite di 5,5 volte, certificando il motore per il volo a 6.800 chilometri orari e per l’arrivo nello spazio; lì, in assenza di attrito, eventuali velivoli potranno arrivare a 25 volte la velocità del suono, trasportando i passeggeri a destinazione in tempistiche finora impensabili.

Prima di arrivare a questo punto però servirà tempo per risolvere altri problemi, che alcuni ricercatori avevano già sollevato commentando i piani in un certo senso simili della statunitense SpaceX: tra l’accelerazione alla quale sarebbero sottoposti i passeggeri e le radiazioni che potrebbero colpirli una volta in orbita, il viaggio paventato potrebbe infatti essere breve ma poco confortevole.