Vuole vendicarsi con l’ex marito: gli porta via il water

Vuole vendicarsi dell’ex marito e gli porta via il water.
Una casalinga è stata denunciata per danneggiamento e appropriazione indebita. Aveva atteso da tempo quel momento.

Probabilmente, più dell’aspetto economico, la sua voleva essere una sorta di resa dei conti dopo la fine di un matrimonio, dopo che era stata costretta a lasciare una casa che sentiva ancora sua. Ha approfittato che l’ex coniuge si allontanasse da Isernia per mettere in atto il suo piano: portarsi via parte della mobilia.

Peccato, però, che i risultati non sono stati quelli sperati e la vicenda è finita con una denuncia per l’isernina. I Carabinieri della Compagnia di Isernia hanno segnalato alla Magistratura una casalinga isernina per danneggiamento e appropriazione indebita. La donna, separata legalmente, approfittando dell’assenza dell’ex coniuge ha asportato dall’abitazione – già in uso ad entrambi e di cui conservava una copia delle chiavi – gran parte dei mobili, porte interne e persino parte dei servizi.

Il tutto sembrava procedere per il meglio, ma nel portare via i servizi igienici la donna ha provocato ingenti danni all’impianto elettrico e alle installazioni sanitarie e idriche. Non è stato difficile per i militari dell’Arma portare avanti le indagini e individuare nell’ex moglie la responsabile della maldestra appropriazione indebita.
Al di là di questa vicenda di natura familiare, i carabinieri hanno messo fine a una brutta storia che ha avuto come teatro proprio il capoluogo pentro.

Un uomo che vive in condizioni di indigenza assoluta, non potendo fare a meno di lavorare, è stato sfruttato da un imprenditore. I Carabinieri della Compagnia di Isernia, infatti, hanno deferito alla locale autorità giudiziaria un imprenditore agricolo perché, senza alcun contratto ed in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno, ha impiegato illecitamente e con continuità un operaio non regolarizzato secondo la vigente normativa.

L’imprenditore dovrà ora dare conto all’Autorità Giudiziaria degli abusi commessi.